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Tavola Infrastrutture5,455.81
Referendum Nucleare70.02
Aggiornamento feb.20113,121.12

  
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7 ottobre 2011

Sabato 1 ottobre a Milano, in Piazza Mercanti ha avuto inizio  la manifestazione La Via del Latte ,  ideata dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).    Trattasi di un progetto  quinquennale "La strada del latte e dei formaggi" in collaborazione con Expo 2015 spa e Cia Lombardia, la Confederazione italiana agricoltori, che accompagnerà i cittadini con eventi e iniziative dedicate, fino al 2015, per valorizzare le attività agricole tipiche, aprire alla visita le cascine, far apprezzare i prodotti, promuovere una rete di piste ciclabili nella zona e sostenere la cultura del territorio.   In Piazza Mercanti erano presenti molti stand di aziende agricole rappresentanti diverse e ben qualificate aziende  agricole inserite principalmente nel Parco Sud Milano .   I cittadini hanno potuto cosi’ gustare latte e formaggi di qualità,  proposti e consigliati personalmente dai produttori  e prendere contatto diretto con un mondo rurale esistente e reale ad appena pochi kilometri dal centro del capoluogo lombardo. Tra le curiosità, molto apprezzate dai bambini (ma non solo) da segnalare i recinti appositamente allestiti al cui interno facevano capolino asinelli e naturalmente … una mucca da latte.

 

Lo scopo dell’iniziativa era di fare conoscere queste realtà produttive  ma soprattutto di fare riflettere sul fatto che uno dei pochissimi polmoni verdi della provincia di Milano rischia di essere completamente snaturato a causa di progetti insensati di costruzione di nuove infrastrutture autostradali che deturperebbero notevolmente il paesaggio e distruggerebbero quella rete di agricoltori che sta attualmente  fornendo la comunità con prodotti  di elevata  qualità e ragguardevole sicurezza alimentare.  Tutti devono sapere che questo polmone verde rischia di scomparire per sempre.   Da ciò ha preso spunto la Presidente onoraria del FAI, Giulia Maria Crespi, la quale oltre a illustrare il progetto nei dettagli ha anche fortemente criticato coloro che stanno ipotizzando di cementificare in modo irreversibile il Parco Agricolo Sud.

Domenica 2 Ottobre si è svolta invece una biciclettata all’interno del Parco Sud mirante a conoscere direttamente i luoghi di produzione del latte e formaggi e quindi gli allevatori, agricoltori presenti il giorno prima presso gli stand di piazza Mercanti.   Quattro erano i percorsi ciclabili stabiliti con possibilità di visita alle stalle, visite didattiche e assaggio di prodotti tipici nei punti di ristoro presso le Cascine del Parco.     

 

 

Il Comitato No Tangenziale di Albairate ha partecipato ad entrambe le manifestazioni e  appoggia tutte le iniziative utili a creare una coscienza collettiva contraria alla realizzazioni di grandi e inutili opere autostradali inserite all’interno del Parco Agricolo Sud Milano

 



 

5 ottobre 2011

IL TERRITORIO SI MOBILITA CONTRO  LE

 

NUOVE TANGENZIALI ESTERNE MILANESI

 

A seguito della pressione esercitata dal fronte comune di 22 sindaci e dei cittadini del territorio, la Provincia di Milano ha stralciato ufficialmente dal proprio PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale)  l’ipotesi di progetto per una nuova Tangenziale Ovest Esterna.   Tuttavia ha demandato la decisione su questa opera ad un “tavolo tecnico” dove verrà riproposto un nuovo tracciato cercando l’accordo delle amministrazioni comunali coinvolte.   La volontà dei vertici della Provincia è dunque  ferma nel riproporre a breve  un nuovo progetto .

 

In opposizione a questa nuova devastante infrastruttura  sono sorti e si sono prontamente attivati i Comitati No Toem di Noviglio, Lacchiarella e Rosate, con lo scopo di impedirne la realizzazione.   Come Comitato No Tangenziale  non possiamo che sentirci vicini alle istanze dei comitati NO TOEM, tanto piu’ se si considera che il tracciato di nuova tangenziale Ovest esterna si affiancherebbe,  ad una distanza di un paio di km.,  al tracciato del famigerato progetto ANAS Boffalora – Tangenziale Ovest (Baggio) che il nostro comitato ha strenuamente  contrastato in tutti i modi possibili nel corso degli ultimi dieci anni.        Di conseguenza aderiamo con forza a tutte le iniziative comuni valide a bloccare tutti gli eventuali nuovi piani  di sviluppo riguardanti grandi infrastrutture che andrebbero a soffocare in una morsa di cemento buona parte del territorio del Parco Agricolo Sud .           

 

All’inizio di Agosto il CIPE (Comitato Interministeriale Progettazione Economica) ha purtroppo deliberato confermando in via definitiva il progetto della nuova Tangenziale Est Esterna, dando il via alla costruzione  di un imponente nastro d’asfalto ,  di tipo autostradale che si sviluppa su un percorso di 32 km. (a pagamento), in gran parte all’interno del Parco Agricolo Sud.     Da anni i comitati NO TEM stanno cercando di ostacolare  la costruzione di questa nuova tangenziale .     Anche in questo caso il nostro Comitato aderisce ed affianca i comitati No TEM nelle loro battaglie atte ad  impedire che il territorio del Parco Agricolo Sud Milano venga devastato e distrutto da mega-infrastrutture a scapito di una agricoltura fiorente e di qualità. 

Come sempre, negli ultimi anni, grazie all’approvazione di progetti insensati,  anziché riqualificare le strade esistenti mettendole in sicurezza, si sceglie  di distruggere per sempre il Territorio  (bene comune che appartiene a tutti i cittadini) lasciando ai posteri  solo rovine e asfalto.

 

Comitato No Tangenziale

del Parco della Valle del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano

 



 

 

Da Il Giorno, 24 giugno 2011

 

Cancellato il tracciato della Toem

Ma i comitati sono contenti a metà

Via il tracciato della Tangenziale ovest esterna, ma i comitati che hanno presidiato Palazzo Isimbardi ieri mattina non si dicono del tutto soddisfatti: "C'è il rischio che si faccia comunque e noi teniamo alta la guardia"

 Cancellato il «tracciolino» della Toem, parzialmente soddisfatti i comitati e le forze politiche che ieri mattina hanno presidiato la sede della Provincia durante l’incontro fra il presidente Podestà e i 25 sindaci del Parco Sud che hanno detto no alla tangenziale ovest esterna di Milano. Il presidio organizzato dai comitati «No Toem» di Noviglio, Rosate e altri comuni, al quale hanno preso parte l’associazione Parco Sud, Legambiente e alcuni esponenti del Sel, è cominciato verso le 11.30 di ieri mattina ed è andato avanti fino alle 13.

Una presenza di una cinquantina di manifestanti per fare sentire la presenza ai sindaci che, all’unisono, stavano dicendo di no al tragitto prospettato dall’assessore Altoninante per la realizzazione della Toem chiamato «tracciolino». «Non siamo proprio soddisfatti, anche se il tracciolino è stato cancellato – spiega Stefano Negri, del comitato per il No di Noviglio. I sindaci ci hanno riferito che nel prossimo Ptcp (Piano territoriale provinciale) non sarà inserito ma la Toem comunque si farà. I comitati e le associazioni ambientaliste comunque non abbasseranno mai la guardia».

 

«Su indicazione del presidente Podestà, abbiamo deciso - ha dichiarato l’assessore provinciale al Territorio Fabio Altitonante - di stralciare le linee sulle mappe che hanno generato preoccupazione tra gli amministratori comunali, per mostrare loro come il nostro non fosse un tracciato già definito, ma solo un’indicazione strategica sul modo in cui il sistema infrastrutturale milanese potesse essere messo in rete, considerando il fatto che lo scenario sta mutando rapidamente. Il collegamento tra Magenta e Melegnano è stato inserito all’interno del Piano urbanistico strategico con la sola intenzione di cercare una soluzione al problema del traffico, che dobbiamo affrontare, perché il numero di veicoli presenti sulle nostre strade è in costante aumento».

 

I rappresentanti della Provincia, come avevano già annunciato in precedenti riunioni, si sono impegnati con i presenti a mettere in atto studi di fattibilità per poi tornare a discutere, se daranno esito positivo, di un eventuale progetto, che attualmente non esiste. Ma i comitati del No Toem non vogliono nessuna nuova arteria stradale, ma la riqualificazione e allargamento di quelle già esistenti. Inoltre chiedono prima il potenziamento del trasporto pubblico come la metropolitana verso Binasco e Peschiera e la realizzazione della Linea S13 da Rogoredo a Locate, Pieve, Lacchiarella e Pavia.

di Massimiliano Saggese

 

 


 

Riportiamo di seguito il comunicato stampa di Legambiente Lombardia a seguito dell'incontro in provincia tra Podestà e i 25 sindaci del Parco Sud avvenuto nella mattina di giovedì 23 giugno:

 

Milano 23 giugno 2011

 

Podestà cancella il tracciato della TOEM

ma dichiara di volerla fare lo stesso

Legambiente: “Le tangenziali esterne non rispondono ai veri bisogni di mobilità”

A margine dell'incontro che si è svolto oggi presso la sede della Provincia tra il presidente Podestà e i comuni del Parco Sud, contrari alla realizzazione della Tangenziale Ovest Esterna di Milano (TOEM), interviene Legambiente, presente oggi al presidio organizzato da comitati e ambientalisti fuori dal Palazzo. Podestà ha infatti promesso ai sindaci la cancellazione del tracciato TOEM disegnato sulle carte della proposta di Piano Territoriale Provinciale, ma ha ribadito che la realizzazione della TOEM è precisa volontà dell'amministrazione da lui presieduta .

“La domanda sorge spontanea - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - a chi servono le tangenziali esterne milanesi? E' possibile che nella più grande metropoli del sud Europa si disegnino autostrade sulle carte geografiche senza fare alcuna valutazione di priorità e di domanda di trasporto da soddisfare, senza valutare alternative e senza prevedere gli effetti che simili costosissimi progetti determinano sul resto delle reti di mobilità?”

Il riferimento non è solo alla TOEM, ma anche alla sua omologa ad est, la TEM, ormai in stato di avanzata progettazione: solo dopo aver deciso di costruirla si sono fatti studi di traffico che hanno dimostrato che la nuova autostrada una volta ultimata non porterà alcun beneficio significativo rispetto allo stato di perenne congestione della vecchia tangenziale est, perchè gli utenti delle due infrastrutture sono diversi e vanno in luoghi diversi. Di questi tempi, e con le ristrettezze economiche di cui tutti soffriamo, è davvero opportuno spendere energie e risorse per realizzare gigantesche infrastrutture che devastano quel poco di campagna che ci resta?

“A Podestà chiediamo di fare quello che abbiamo già chiesto infruttuosamente e da anni anche al Presidente della Regione – conclude Di Simine - invece di annunciare una autostrada in ogni collegio elettorale, promuova la realizzazione di un piano della mobilità di scala metropolitana, che distribuisca gli investimenti secondo reali priorità, e privilegiando in ogni caso le infrastrutture e i servizi di mobilità collettiva: solo dopo si potrà decidere se e come realizzare nuove infrastrutture”.

 

L'Ufficio stampa Legambiente Lombardia




Comunicato No Tangenziale  

 

L’ultima commissione urbanistica del comune di Abbiategrasso aveva all’ordine del giorno due argomenti rilevanti.   Il primo era la nuova TOEM (Tangenziale Ovest Esterna Milanese) il cui progetto inserito nel PTCP provinciale sembra essere osteggiato da quasi tutti i sindaci sul cui territorio passerebbe l’ipotetica nuova tangenziale Ovest Esterna.   Il secondo argomento era invece il “nuovo “ progetto di superstrada Magenta – Vigevano.

 

 Su quest’ultimo progetto, come Comitato No Tangenziale, troviamo assolutamente incredibile la delibera della Provincia che, ribaltando il parere contrario della precedente amministrazione provinciale, dà invece parere favorevole al progetto ANAS Boffalora – Tangenziale Ovest Milano (tuttora giacente al CIPE in attesa di delibera finale) ma “stralciando” la tratta Albairate – Milano Tangenziale Ovest e promuovendo quindi l’infrastruttura ANAS limitatamente alla tratta Magenta – Vigevano (attraverso il territorio di Castellazzo, Cassinetta, Albairate, Abbiategrasso, Ozzero).         

 
Premesso che per anni ci è stato predicato che l’intero progetto ANAS  era necessario per risolvere le problematiche del traffico da e verso Milano e per facilitare l’accesso alla Malpensa .   Ora ci troviamo invece con un “nuovo” progetto di superstrada che dalla Lomellina va alla Malpensa. Non è bastata la declassazione di Malpensa a aeroporto locale, per giunta, proprio di recente,  Lufthansa ha abbandonato  i suoi piani economici per l’aeroporto, che subisce un ulteriore declassamento.     La motivazione principale di questa stravagante proposta è che, se non fosse realizzata, si perderebbero i finanziamenti già parzialmente stanziati per l’intero progetto ANAS (circa 250 milioni di Euro)
 
Da cittadini che pagano le tasse eravamo convinti che le opere venissero progettate e realizzate per reali necessità e non per  “non perdere dei finanziamenti”.  Tutto ciò la dice lunga su come vengano usati i soldi pubblici dei contribuenti, non per comprovata utilità delle opere ma per finanziare le “lobby del cemento” e i loro amici. Oltretutto non viene da nessuno valutato l’enorme danno che si arreca al territorio.   Il suolo, la terra, sono beni comuni non rinnovabili come ben sanno alcune nazioni (vedi Germania) che hanno imposto limiti annuali severi di consumo del territorio.    La campagna, una volta cementificata, non ci sarà più per darci cibo, aria buona e bellezza per gli occhi.
 
Non ci consideriamo sognatori o visionari; sappiamo bene che a volte alcune opere o infrastrutture si rendono necessarie e utili per la comunità. In questi casi si può decidere di sacrificare un pezzo di territorio ma solo dopo avere valutato attentamente che in assoluto non esistano alternative diverse.  Il fatto di costruire una tangenziale con svincoli sopraelevati in un territorio di grande bellezza e tra i più fertili della Lombardia allo scopo di utilizzare un finanziamento ci sembra una bestemmia e un atteggiamento irresponsabile nei confronti dei cittadini e delle future generazioni.  
 
Conosciamo bene le motivazioni di quei comuni che hanno dato l’assenso : Ponte Nuovo vuole la sua soluzione viabilistica, Robecco ed Abbiategrasso vogliono una circonvallazione e di conseguenza considerano questa superstrada la soluzione dei loro problemi senza però vedere che il danno al territorio sarà un danno anche per la loro economia e la loro qualità di vita.
 
In una nazione bene amministrata, ci si metterebbe tutti insieme ad un tavolo e si analizzerebbero le reali necessità della zona, cercando soluzioni efficienti e di minor costo economico e ambientale.   Solo così si potrebbero risolvere i problemi con soddisfazione di tutti.    
 

Comitato No Tangenziale di Albairate

 

 


 

 

 

9 giugno 2011

Parco Sud, nasce la via del latte
stalle e cascine contro il cemento

L'area milanese è minacciata dalla speculazione: Il Fondo ambiente italiano (Fai) in campo
per salvarlo. Sentieri segreti, corsi d'acqua e antiche abbazie su una superficie di 50 ettari
di CARLO BRAMBILLA
 

C'è uno straordinario immenso parco agricolo, ricco di cascine, abbazie, vecchie stalle e antichi fontanili, piccoli centri storici, corsi d'acqua, sentieri segreti e meravigliosi campi coltivati, praticamente sconosciuto nonostante si trovi alle porte di Milano. E che proprio per questo potrebbe diventare un modello europeo di parco agricolo culturale periurbano, in vista dell'Expo 2015 il cui tema è "Nutrire il pianeta. Energia per la vita".


 


A lanciare la sfida perché i 47mila ettari del dimenticato Parco agricolo Sud, che comprende 61 comuni della provincia di Milano, capoluogo compreso, vengano valorizzati e soprattutto difesi, con il lancio di un grande progetto di riscoperta, battezzato "La strada del latte e dei formaggi", è il Fai, il Fondo Ambiente Italiano, appoggiato dalla maggioranza dei sindaci della zona. "Grandi pericoli incombono su questo gioiello ambientale, che miracolosamente si è salvato fino ad oggi, nonostante la vicinanza con la città - denuncia combattiva Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente onorario del Fai - Primi fra tutti le cosiddette "infrastrutture": un'immensa nuova tangenziale esterna, bretelle autostradali, strade, autostrade, raccordi. Sarebbe la fine del parco agricolo, la sua frantumazione, il disfacimento del suo tessuto, l'impossibilità di disporre di aree omogenee. Per non parlare dell'inquinamento ai bordi dei campi coltivati".


 


La fondatrice del Fai ce l'ha in modo particolare col presidente berlusconiano della Provincia, Guido Podestà, che ha giustificato i nuovi progetti autostradali dichiarando: "Il parco Agricolo Sud non è un totem". "Si sbaglia di grosso - tuona Giulia Maria Mozzoni Crespi - Questo parco invece deve diventare proprio un totem per Milano. Il simbolo di un paesaggio finalmente da salvare". Una posizione ambientalista che sembra godere dell'appoggio del nuovo sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che ha inviato ieri una lettera significativa: "Cari amici del Fai, difenderemo insieme il Parco Sud dalla speculazione, dalla cementificazione, da un modello vecchio di sviluppo economico basato sul consumo indiscriminato di quanto abbiamo di più prezioso".


 


Sabato 1 e domenica 2 ottobre prossimi partirà il progetto quinquennale "La strada del latte e dei formaggi" in collaborazione con Expo 2015 spa e Cia Lombardia, la Confederazione italiana agricoltori, che accompagnerà i cittadini con eventi e iniziative dedicate, fino al 2015, per valorizzare le attività agricole tipiche, aprire alla visita le cascine, far apprezzare i prodotti, promuovere una rete di piste ciclabili nella zona e sostenere la cultura del territorio. Sarà possibile conoscere lo straordinario sistema delle acque del parco. Una rete di rogge derivate dai navigli e dal canale Villoresi. E poi gli antichi fontanili, ecosistemi unici e preziosi sia dal punto di vista ecologico che da quello storico-culturale.

 

 

 


 

Dal sito: www.albairate.bloglolandia.it

TOEM - Comunicato stampa del Comune di Albairate

Il Consiglio comunale di Albairate ha approvato la mozione sulla Toem, la Tangenziale Autostradale Ovest Esterna di collegamento tra Melegnano e Magenta. La nuova infrastruttura stradale è stata inserita dalla Provincia di Milano nella bozza del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), senza coinvolgere gli Enti locali che sono stati informati del progetto soltanto lo scorso 2 marzo. Sorpresi e preoccupati dalla portata del progetto, i sindaci di oltre 20 comuni hanno reagito creando un coordinamento che si riunisce con cadenza settimanale.
Le prime azioni del coordinamento, come ha spiegato nella seduta del consiglio comunale di Albairate dello scorso 13 maggio il sindaco Luigi Alberto Tarantola, sono state: l’organizzazione periodica di assemblee pubbliche itineranti nel territorio per informare la cittadinanza; l’elaborazione di una mozione super partes che entro le prossime settimane sarà discussa e approvata in tutti i consigli comunali degli enti interessati dal tracciato della nuova super tangenziale; la preparazione della bozza del testo per la raccolta firme dei cittadini che sarà definita e condivisa nella prossima assemblea del coordinamento dei sindaci.
Il consiglio comunale di Albairate ha approvato il documento con i voti favorevoli della maggioranza e del consigliere di minoranza Daniele Passadori. Gli altri due consiglieri di opposizione presenti in aula, Giuseppe La Barbera e Gioacchino Iraci Sareri, si sono astenuti nonostante l’invito del sindaco Tarantola di votare all’unanimità a favore del documento. La Barbera ha motivato l’astensione spiegando di appartenere al cosiddetto “Comitato del Sì” al prolungamento della superstrada Boffalora – Malpensa in direzione di Vigevano, ritenendola un’opera stradale importante e necessaria. Mentre, prima di pronunciarsi sulla Toem, intendono raccogliere maggiori informazioni «La mozione sulla Toem è trasversale, non ha colore politico. – afferma il sindaco Luigi Alberto Tarantola – Oltre 20 Comuni che tengono alla difesa e alla valorizzazione di un territorio pregiato hanno avanzato precise richieste agli Enti competenti. Dispiace rilevare che due consiglieri di opposizione hanno ancora una volta preferito assumere una posizione nettamente politica rispondendo alle segreterie di partito, anziché schierarsi in difesa del territorio cui appartengono e accanto agli Enti locali».
Con la mozione, approvata anche dal Consiglio comunale di Albairate, si chiede al presidente della Provincia di Milano e alla giunta di stralciare i tracciati infrastrutturali che non sono stati oggetto di una concertazione preventiva, con particolare riferimento al tracciato della Toem, nonché di adoperarsi con iniziative proprie dell’Ente e con un’azione di coordinamento che coinvolga la Regione Lombardia e i Comuni affinché sia garantito e conseguito l’obiettivo di costruzione consensuale di politiche sovra locali e di interazione decisionale con gli altri livelli di pianificazione territoriale.Mentre al Consiglio provinciale si chiede di aprire una nuova fase di consultazione con le Amministrazioni comunali interessate e al presidente del Parco Agricolo Sud Milano, ente deputato alla tutela del territorio, alla sua valorizzazione e al rispetto dei vincoli indicati dalla normativa, di convocare l’Assemblea dei sindaci del Parco perché si esprima in proposito.

 

 



  

 Da Ordine e Libertà di venerdì 13 maggio 2011

Mercoledì affollata assemblea a Cassinetta: firme e mobilitazione

No Tangenziali! Ricominciamo

Pienone straordinario mercoledì sera nella sala consigliare del municipio di Cassinetta di Lugagnano per l'assemblea promossa dal sindaco Domenico Finiguerra insieme a tutte le associazioni ambientaliste del territorio e al Comitato No-Tangenziale (che per l'occasione ha ripristinato il sito www.notangenziale.com). Ne è scaturita una serata carica di pathos, caratterizzata da una serie di interventi davvero appassionati riguardo la necessità di salvaguardareil patrimonio simboleggiato e tutelato (almeno sulla carta) da Parco del Ticino e Parco Sud Milano e pesantemente minacciato dal "vecchio fantasma" della Malpensa-Tangenziale Ovest al quale oggi la Provincia di Milano affianca, abbozzandone il tracciato nel suo Piano Territoriale di Coordinamento, l'"opera di importanza strategica" che collegherebbe Melegnano a Magenta-Marcallo attraversando da est a ovest Binasco, Noviglio, Rosate, Gudo, Zelo, Vermezzo, Albairate e lambendo prima Gaggiano poi Cassinetta e Robecco. E' stato proprio Finiguerra a introdurre l'incontro, commentando l'mmagine proiettata alle sue spalle della veduta aerea dei territori interessati, tagliati dal tracciato del progetto Anas, in rosso e da quello ipotizzato per la Tangenziale ovest esterna di Milano (Toem), in giallo. Due strade che, per inciso, strangolerebbero racchiudendolo al loro interno il territorio di Albairate, dove proprio mercoledì sera era in corso un'altra riunione sullo stesso tema, riservato ai sindaci dei 22 Comuni che hanno avviato con l'assessore provinciale Fabio Altitonante un fitto rapporto finalizzato a far valere le proprie ragioni rispetto a questa nuova strada che ritengono debba essere azzerata. Posizione ribadita in modo ancor più radicale, secondo lo stile che gli è proprio, dal sindaco di Cassinetta: "Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un'accelerazioneriguardo alla Toem che attraverserebbe tutto il Parco Sud da Melegnano a Magenta e che Altitonante dice di essere tutta da definire, ma anche irrinunciabile, da discutere solo riguardo a dettagli ed eventuali mitigazioni. Ciò dimostra che si tratta - come sosteniamo da molti anni - di un tassello dell'anello di espansione della grande città, vuol dire che il nuovo sacco edilizio di Milano è alle Porte, che nel giro di 20 anni sarà la fine, che si tratterebbe di un'opera non certo fatta per risolvere i problemi di Robecco, nè quelli dei pendolari. Ribadisco che anche se il tracciato non dovesse attraversare cassinetta, la nostra opposizione politica sarà totale, perchè si tratterebbe comunque del colpo di grazia per il Parco agricolo Sud Milano. Dobbiamo dunque costituire un fronte compatto e il più vasto possibile per tenere la Provincia alle corde. E l'obiettivo deve essere quello di non realizzare affatto uno scempio del genere, un'opera inquietante che in nessun modo potrebbe essere mitigata, nè ci deve interessare che lo sia. Niente trattative - ha concluso Finiguerra - Il progetto va ritirato, punto e basta". Introduzione efficace, sintetica e di forte impatto, che ha dato la stura a un susseguirsi di una quindicina di interventi sostanzialmente dello stesso tenore, sia di altri amministratori presenti (come Luigina Milanese assessore all'Ambiente di Corbetta in scadenza e Massimo Gatti, consigliere provinciale di opposizione), sia di rappresentanti di realtà ambientalistiche e culturali (Legambiente, Eco-Alba, Associazione Parco Sud, Comitato No-Tangenziale, il Folletto, La terra trema), sia di Comuni cittadini che hanno tra l'altro sottolineato l'importanza di partire anche dal cambiamento degli stili di vita per un'azione davvero efficace ("Il modello di sviluppo lo facciamo noi a partire dai nostri consumi"). Quasi due ore e mezza di interventi fitti, ogni volta sottolineati dall'applauso di un'assemblea attenta e partecipe. E bisognosa di un indirizzo concreto, così sintetizzato in chiusura ancora da Finiguerra: "Preparare a breve un testo unico da far girare in tutti i comuni del Sud Milano, finalizzato ad avviare raccolte di firme in modo massiccio, e intanto chiedere un'audizione in Provincia come amministratori comunali, cittadini, organizzazioni agricole, associazioni ambientalistiche alla quale partecipare in massa per avviare la discussione senza aspettare di essere convocati": Referente per la mobilitazione, il Comitato No-Tangenziale. Dieci anni dopo, si ricomincia...

Marco Aziani

 

 



Da viniesapori.net

Nuova tangenziale ovest: più asfalto e meno cibo, persi quattro milioni di piatti del nostro riso

Una colata d'asfalto dal casello di Melegnano fino a Boffalora Ticino. Secondo stime della Coldiretti di Milano e Lodi, la futura tangenziale ovest esterna di Milano occuperà un milione e mezzo di metri quadrati lungo un percorso di circa 28 chilometri, compresa una deviazione sulla Milano-Genova.

In pratica - spiega la Coldiretti di Milano e Lodi - verrebbero cancellate produzioni pari a quasi 4 milioni di piatti di riso del territorio.
"Le provincie di Milano, Lodi e Brianza sono già assediate da strade, capannoni e centri abitati, il suolo libero si riduce di anno in anno e anche questa nuova tangenziale andrà ad incidere pesantemente sull'agricoltura dell'ampia zona dell'ovest milanese" spiega Carlo Greco, Direttore della Coldiretti provinciale.
Per adesso sul percorso della tangenziale non ci sono progetti definitivi - spiega l'associazione degli agricoltori - ma le prime ipotesi che circolano fanno pensare a una strada di grande impatto, come già sarà per la Tem e per la Brebemi.
"Bisognerebbe puntare alla riqualificazione della viabilità esistente in modo da ridurre il consumo di suolo, un bene che appartiene a tutta la società e che una volta perso, non è certo riproducibile. Invece che pensare sempre e solo a queste maxi opere - dice Carlo Franciosi, Presidente di Coldiretti di Milano e Lodi - Senza terra anche le aziende agricole non possono certo fare nulla e tantomeno continuare a coltivare quei prodotti che ogni giorno dai nostri campi arrivano sulle tavole degli italiani".
La nuova tangenziale ovest - dice la Coldiretti di Milano e Lodi - avrebbe poi un impatto forte anche sul sistema idrico dei canali che dai tempi di Leonardo Da Vinci sono il fiore all'occhiello della Lombardia. Cementificare - conclude la Coldiretti - significa anche togliere al territorio parte della sua capacità di ammortizzare l'impatto di eventi atmosferici importanti.


 


 


Dal Corriere della Sera di venerdì 29 aprile 2011

 

Allarme smog: Malpensa inquinata "uccide" le piante del Parco del Ticino

Di Giovanna Maria Fagnani

Anche i boschi soffrono e muoiono per l'inquinamento dell'aria. Si pensava che fossero insetti oppure funghi i responsabili della morte di migliaia di alberi nei boschi del Parco del Ticino. Invece questi parassiti giungono solo in una seconda fase, quando le piante sono già malate. A causare la morte degli alberi nella valle del fiume è l'inquinamento atmosferico. In particolare, i livelli di ozono, che superano la zona di criticità in tutto il territorio del Parco, vasto 91 mila ettari e che interessa le province di Milano, Varese e Pavia. L'ozono brucia la superficie delle foglie, compromettendo la fotosintesi, il processo vitale delle piante. E così, le lascia indebolite, in balia degli attacchi dei parassiti. la scoperta, dopo anni di ricerche, è stata fatta dai ricercatori del Parco del Ticino in un monitoraggio della qualità dell'aria svolto nei mesi scorsi insieme all'Università Cattolica di Brescia. Il quadro è drammatico. Nel caso della farnia, la quercia originaria delle foreste del Parco, il 94 per cento degli esemplari è malato. Ma ora soffrono anche le robinie. L'unica guarigione può venire da una riduzione dell'inquinamento. le concentrazioni più importanti relative a tutti gli inquinanti si raggiungono nell'area di Somma Lombardo e Besnate, quella cioè dell'aeroporto di Malpensa. lo studio, costato 50mila euro, è stato finanziato da fondi regionali e dai finanziamenti del piano d'area Malpensa. "Ora sappiamo che la situazione è preoccupante e che neppure nel cuore più pregiato del Parco, la Fagiana di Magenta, gli inquinanti sono così bassi come ci si aspetterebbe" sottolinea Luigi Duse, vicepresidente del Parco. L'area protetta è interessata dal progetto della terza pista dell'aeroporto e da quello di due superstrade. Ma c'è un'altro problema: "Questo è probabilmente l'ultimo studio che facciamo. Si tratta di analisi con costi importanti e noi non saremo più in grado di farli per mancanza di finanziamenti. Verrebbe però a mancare uno strumento importante per pianificare lo sviluppo di quest'area". 

 


  

 

 

Parco A. Sud e del Ticino – L’incubo Tangenziali ritorna! 22 Sindaci dicono No

 

Strana è stata la sensazione provata all’assemblea pubblica di venerdì 15 aprile 2011 a Rosate, da parte di chi l’ultimo decennio ha trascorso a partecipare o collaborare con il comitato NO TANGENZIALE, comitato sorto tra il 1999-2000 per contrastare il progetto stradale di collegamento tra Malpensa-Abbiategrasso –Milano. E’ sembrato di ritornare alle prime assemblee di dieci anni fa, dove sindaci e cittadini tra lo stupore e la preoccupazione si interrogavano sul da farsi. L’unica differenza positiva in questo caso è che è stata la presenza di un numero maggiore di sindaci (22) i quali hanno efficacemente stilato un codice etico condiviso da contrapporre al metodo e all’atteggiamento prepotente adottato dalla Provincia di Milano nella presentazione del progetto. Qui le Tavole Infrastrutturali.
Ma veniamo al nuovo progetto di tangenziale posto sul tavolo che collegherebbe Melegnano con Magenta passando oltre agli altri comuni da Rosate,Gaggiano ed Albairate.
A dire il vero di nuovo non c’è proprio nulla, anche perché sul sito della Provincia già nel 1999, durante la presidenza Colli, c’era l’ipotesi del secondo anello della tangenziale di Milano e difatti dopo la Est esterna, la Pedemontana e il tratto Malpensa-Boffalora, osservando la cartina il tassello mancante è proprio il tratto Melegnano-Magenta.
“Il progetto considerato strategico dalla Provincia, verrà realizzato da privati ed avrà natura autostradale con caselli a pagamento : eventualmente si potrà spostare leggermente rispetto al tracciato indicato”, ha sentenziato l’assessore Fabio Altitonante nell’incontro con i 22 sindaci
Questi ultimi stanno dimostrando di sapersi muovere nel migliore dei modi, cioè in maniera compatta organizzando assemblee pubbliche itineranti in tutti i comuni coinvolti che oltre allo scopo di informare cercheranno di coinvolgere tutti i cittadini invitandoli ad opporsi allo scempio che viene loro imposto.
Dal canto loro, i cittadini non mancheranno di costituire comitati spontanei attraverso i quali, assieme ad una raccolta firme a difesa dell’ambiente, diffonderanno le informazioni in maniera capillare.
Questo progetto oltre ad aggredire ed infliggere un’ enorme ferita ad un territorio poco urbanizzato e con vocazione agricola, causerà il frazionamento delle unità colturali rendendole inservibili, permettendo di conseguenza la facile realizzazione di centri commerciali, capannoni e complessi residenziali a lato dell’infrastruttura.

Contrariamente a quello che sta avvenendo in diverse parti del mondo e cioè la salvaguardia delle aree agricole per far fronte al crescente fabbisogno di risorse alimentari, chi ci governa continua a considerare aree agricole, ed in questo caso stiamo parlando del Parco Agricolo Sud e del Parco del Ticino, come un vuoto da riempire. Ad esempio la Cina con il progetto Focac (Forum for China-Africa Cooperation) ha attuato una politica che ha come obiettivo strategico, e non solo, quello di garantire al miliardo e trecento milioni di cinesi il rifornimento di cibo.

La Terra è la risorsa vera. Lo hanno capito i Nigeriani a cui hanno lasciato le mani sporche di petrolio e che cercano ora di ritrovare l’agricoltura perduta, lo hanno capito i Cinesi , gli Emirati Arabi che hanno acquistato grandi estensioni di terreno in Africa. Un dato per capire: nel m o n d o nel 2050 vivranno 9 miliardi di persone (stime Fao) e per sfamarle sarà necessario a u m e n t a r e del 70% il cibo prodotto. Ecco perché l’Africa, vasto continente poco abitato, è diventata terra di conquista. La guerra in Libia di questi giorni ha impattato notevolmente sul prezzo del petrolio tornato sui livelli pre-crisi. Forti incrementi anche per mais (74%), grano (68%) e soia (36%), sui quali ha inciso la maggiore domanda proveniente dai Paesi Emergenti…

Paradossalmente poi il Presidente del Parco, nonché Presidente della provincia, invece di salvaguardare l’ultimo polmone peri urbano con simili progetti di fatto lo devasta cancellandolo semplicemente. Un Termovalorizzatore qua (Opera,poi ritirato in seguito alla pretesta dei 15 comuni interessati) una tangenziale ad Est , una a Sud/ Ovest, un Progetto Anas nel Parco del Ticino e nel Parco sud,)la riduzione dei confini del Parco etc.. ed i Parchi e l’intera agricoltura, sono spariti.

Altro paradosso è che invece di incentivare il trasporto pubblico si fa di tutto per contrastarne l’utilizzo, infatti falliscono le piccole società di trasporto e dove con grande impegno sono state realizzate nuove stazioni ferroviarie, mancano i tre i treni. A nulla è servita la mozione firmata da 17 sindaci inviata alla Regione, alla Provincia e a tutti i consiglieri dei due enti per chiedere con forza un impegno concreto per la stazione di Albairate-Vermezzo dove si fermano solo pochissimi treni al giorno. «Ad un anno e 6 mesi dall’inaugurazione della nuova fermata siamo al punto di partenza.

Articoli -
I Parchi che Vorrei: Dopo le parole di 
Salvatore Ligresti che, per la prima volta, ha raccontato “la Milano che vorrei” facendo un diretto riferimento al Parco Sud e alla sua speranza di poterci “costruire nuovi quartieri completi”, sul futuro del grande parco agricolo provinciale.
-Parco Sud, la svolta di Podestà-“Un pollaio non modifica il Parco”«Non è un totem, si può costruire»-«Subito la nuova tangenziale».
Così facendo «Podestà apre al cemento e difende gli interessi immobiliari», replicava Damiano Di Simine, presidente di Legambiente- Questa nuova lotta dipenderà da tutti noi e se saremo in grado di tutelare il territorio e contemporaneamente favorire un cambiamento culturale sull’ambiente e il trasporto l’esito non potrà che essere positivo.

 

 

Com'era Verde la Nostra Terra. Rapporto Legambiente 2011 sul consumo di suolo

 

La superficie che si perde ogni giorno in provincia è di circa 20mila metri quadrati. Questi sono i dati contenuti nel rapporto 2011 sul consumo di suolo presentato da Legambiente nel quale si denuncia il cemento che ogni anno mangia 10 mila ettari all'anno di verde. Oggi è coperto dal cemento il 39,7 per cento del territorio della provincia milanese: il dato è  solo apparentemente  contenuto poiché comprende tutti i comuni del Parco Sud, ancora relativamente ricchi di aree verdi.

Ma ci sono anche i picchi in negativo. Come quello di Sesto San Giovanni, ricoperta dal cemento per il 95,2 per cento del suo territorio. Grandi colate anche a Bresso (asfaltata per il 93 per cento), a Corsico (86,7). Seguono Cologno Monzese con l’82,1 e Pero con l’80,3. Il più in pericolo, nel panorama delle provincie lombarde, è il (restante) verde brianzolo: la provincia di Monza e Brianza si ritrova infatti una superficie urbanizzata che, con il 53,2 per cento, supera la metà del totale. In tutta la Lombardia, spiega il rapporto, un quarto delle superfici agricole produttive è andato perduto.

 

''Solo in Lombardia - denuncia Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - le urbanizzazioni hanno gia' causato la perdita di un quarto delle superfici agricole produttive e la costruzione di nuove autostrade, centri commerciali e capannoni sembra non arrestarsi, nonostante la crisi''. Il cemento aumenta: la superficie urbanizzata a Milano è passata dai 56.660 ettari del 1999 ai 62.619 del 2007. Un incremento di 5.958 ettari, un più 10,5 per cento in otto anni.E nonostante la crisi economica sembra che la costruzione di nuove autostrade, centri commerciali e capannoni non si fermi mai. Mattoni, cemento e asfalto: con tutte le infrastrutture in programma da costruire a Milano e provincia, ancora ne arriveranno.

 

 

Il riferimento alle infrastrutture stradali nella provincia di Milano oltre a la famosa Pedemontana in via di ultimazione prevista in tempo per l’Expo 2015.   (La Pedemontana Lombarda è composta da 67 km di autostrada, che costituiscono l’asse principale da Cassano Magnago a Osio Sotto, 20 km di tangenziali, grande opera  che ha l’obiettivo di collegare le Province di Varese e Bergamo attraverso una via esterna alla provincia di Milano) ed altri tratti di tangenziali Esterne,(tang. Est Esterna) e la Brebemi -(Brescia-Bergamo-Milano)

 

 

sono in progetto altre due grandi opere stradali. Il primo è il progetto Anas, ( già approvato e da tempo fermo al Cipe),  che vede contrari diversi Sindaci chiamati in causa ed è relativo alla congiunzione Boffalora-Cassinetta di Lugagnano -  Albairate-Tang.Ovest passando per Cisliano - Cusago e Ozzero. Il tragitto è prvisto che passi accanto al Naviglio, in pieno Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud. Questa infrastruttura  farà perdere la quasi totalità dei fondi agricoli che così frammentati saranno inutilizzabili divenendo così appetibili a insediamenti di capannoni industriali lungo il suo percorso.

 

 

Il secondo è la Tangenziale Esterna Sud-Sud/Ovest che la Provincia di Milano ha ipotizzato, con tanto di progetto ma non ancora ufficializzato,   che attraverserà numerosi comuni della zona tra cui Corbetta, Magenta, Castellazzo dé Barzi, Albairate, Vermezzo, Gaggiano, Gudo Visconti, Rosate, Ozzero e Binasco e che metterà un cappio al collo ad Albairate stravolgendo la sua natura di paese agricolo attento alle istanze ambientali, realizzando progetti di notevole spessore in diversi campi-(RisparmiandoEducando-stazione treno superficie - Centro Compostaggio - Ecocentro - Differenziata oltre il 70%). In Buona sostanza, le parole  volano le autostrade ed il cemento rimangono: oltre il punto di non ritorno impareremo a mangiare sassi. Per leggere il Rapporto 2011 sul consumo di suolo, collegarsi alsito di Legambiente Qui. Ricordo che Legambiente ha da poco inaugurato una nuova sede in Abbiategrasso: Per informazioni: www.legambienteabbiategrasso.org e Facebook.

 

 

 


 

 


 

 


 

 

 


 



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